News

A lezione di ironia con Nina Moric

Venerdi scorso Luca Bottura pubblica una foto di Samuel Jackson e Magic Johnson su una panchina di Forte dei Marmi, con la scritta “Risorse boldriniane a Forte dei Marmi fanno shopping da Prada coi 35 euro. Condividi se sei indignato!!!”

Vergogna!

Pubblicato da Luca Bottura su Venerdì 18 agosto 2017

Luca Bottura sta dicendo qualcosa intendendo il suo contrario. Questa è più o meno la definizione di ironia, e affinché il gioco funzioni devono verificarsi due condizioni:

1. La presenza di indici, espliciti o impliciti, che ci fanno capire che un messaggio non va inteso nel suo senso letterale. Un indice esplicito è un emoji ammiccante o ridente, oppure un eccesso di punti esclamativi. Un indice implicito è il contesto: un messaggio razzista di un autore comico che ha scritto su Cuore difficilmente va preso alla lettera.

2. La presenza di un bersaglio. In questo caso l’ignoranza xenofoba.

In seguito Nina Moric fa più o meno la stesa cosa, accompagnando la foto con la frase: “Vedere anche in località turistiche come Forte Dei Marmi e Milano Marittima immigrati che bivaccano sulle panchine con i nostri 35 euro è veramente troppo.”

Qui le reazioni si sono divise tra quelle che gridano alla gaffe e quelle che gridano alla gaffe di chi grida alla gaffe.

Vediamo perché.

– Nina Moric è una donna a cui sta simpatica Casa Pound e che ha espresso in passato posizioni xenofobe. Il suo messaggio aderisce quindi al suo orizzonte ideologico. Non c’è alcuno scarto che possa far scattare il dubbio ironico.

– La frase di Nina Moric non contiene alcun elemento testuale marcato in senso ironico. Niente emoji, niente punti esclamativi. Anzi, aggiunge il dettaglio di Milano Marittima, generalizzando così il messaggio e astraendolo dal caso in questione.

– Il messaggio prende in giro la xenofobia più becera. Perché mai Nina Moric, che non spicca per acume critico e argomentativo, dovrebbe prendere in giro se stessa? È forse autoironia?

L’unico elemento che ci possa far dire che il post di Nina Moric è ironico (oltre, certo, alla grossolanità dell’errore volontario o meno) è la sua dichiarazione di intenti a posteriori. Questo, però, è il sigillo dell’ironia fallimentare.

Il vortice interpretativo che ha suscitato lo sfortunato post è perciò normale, e tutte le ipotesi hanno pari validità. Vale tutto, e quindi non vale niente.